Per truffare i tuoi contatti
Il caso più frequente. Il profilo serve a sfruttare la fiducia di chi ti conosce, con richieste di denaro o inviti a piattaforme di investimento.
L'istinto è segnalare subito e farlo sparire. È comprensibile, ed è anche il motivo per cui molte di queste vicende si chiudono senza che sia rimasto nulla in mano.
Risposta breve
C'è una scelta da fare subito, ed è la sola davvero importante: vuoi solo che sparisca, o vuoi che qualcuno ne risponda?
Se ti basta che sparisca, segnala il profilo alla piattaforma e chiudi lì. È la strada più rapida e nella maggior parte dei casi funziona.
Se invece intendi denunciare, documenta prima di segnalare: la rimozione da parte della piattaforma fa sparire anche l'oggetto della denuncia, e a quel punto resta solo la tua descrizione a parole di quello che c'era.
Capire lo scopo aiuta a valutare l'urgenza, perché le conseguenze sono molto diverse.
Il caso più frequente. Il profilo serve a sfruttare la fiducia di chi ti conosce, con richieste di denaro o inviti a piattaforme di investimento.
Pubblicazione di contenuti a tuo nome allo scopo di danneggiare la reputazione. È la situazione più delicata e quella in cui documentare conta di più.
Foto prese a caso in rete e usate per rendere credibile un account destinato ad altro. In questi casi non c'è nulla di personale, e spesso la persona non lo scopre mai.
Le due strade portano in direzioni opposte
È il punto che genera più rimpianti. Le piattaforme, quando la segnalazione è fondata, rimuovono i profili che utilizzano l'identità di un'altra persona, e lo fanno in tempi che possono essere molto rapidi. Il risultato è esattamente quello che si desidera nell'immediato.
Solo che, insieme al profilo, spariscono le immagini utilizzate, i contenuti pubblicati, i commenti e le conversazioni. Se in seguito si decide di sporgere denuncia, ci si trova a dover descrivere a parole qualcosa che non è più verificabile da nessuno.
La soluzione è banale ma va eseguita nell'ordine giusto: prima si documenta, poi si segnala. Sono poche ore di differenza e cambiano completamente ciò che resta a disposizione. Se la vicenda ha già prodotto danni concreti — qualcuno truffato, contenuti dannosi pubblicati a tuo nome — vale la pena farlo in forma tecnica; se si tratta di un profilo di appoggio senza attività, spesso non serve nulla di più di una segnalazione.
Meglio saperlo prima
È la domanda che arriva sempre per prima, e merita una risposta onesta: risalire alla persona dietro un profilo falso è, nella maggior parte dei casi, fuori dalla portata di un'indagine privata.
Quello che si può fare è cercare su fonti pubbliche gli elementi che quel profilo ha lasciato in giro — ricorrenze nei nomi utente, immagini riutilizzate altrove, collegamenti con altri account, tracce di attività precedenti. A volte emerge qualcosa di utile, spesso si restringe soltanto il campo, altre volte non si trova nulla.
L'identificazione vera richiede i dati di registrazione e di connessione conservati dal gestore del servizio, che li fornisce esclusivamente su richiesta dell'autorità giudiziaria. È il motivo per cui la denuncia, in queste vicende, non è un passaggio formale: è l'unico che apre quella strada.
Da evitare
Nessuna richiede competenze tecniche, e tutte fanno differenza.
Se la vicenda ha già prodotto conseguenze concrete e pensi di denunciare, la parte urgente è fissare quello che è online adesso. Nella valutazione preliminare vediamo cosa c'è e se un accertamento tecnico aggiunge qualcosa di utile nel tuo caso.
In quel caso documentare diventa decisamente più importante, perché serve a dimostrare la tua estraneità. Chi è stato contattato conserva copie delle conversazioni: vale la pena chiedergli di non cancellarle.
È un elemento significativo, perché apre la domanda su come siano state ottenute. Se ci sono ragioni per pensare a un accesso non autorizzato a un tuo account o dispositivo, la verifica si sposta lì.
Cambia il tipo di accertamento: l'analisi tecnica può documentare che il contenuto non è autentico. Ne parlo nella pagina su come capire se una foto è modificata o generata con l'AI.
È una situazione diversa e ha una priorità diversa. Il percorso è quello descritto nella pagina su cosa fare quando ti rubano il profilo social.
Le attività di ricerca e documentazione su fonti aperte partono da 600 euro, in base al numero di contenuti e all'ampiezza della ricerca. Le fasce sono nella pagina dei prezzi.
Sì, la denuncia contro ignoti è la prassi normale in questi casi ed è anzi il passaggio che consente di richiedere ai gestori dei servizi i dati necessari agli accertamenti.
Sono Cristian Federiconi, ingegnere informatico e Consulente Tecnico di Parte in informatica forense ad Ancona. Documento contenuti e profili online in forma verificabile e conduco ricerche su fonti pubbliche a supporto di azioni legali.
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