Alcune operazioni non si possono ripetere
In molte discipline tecniche un accertamento mal condotto si può rifare: si torna sull'oggetto e si ripete la misurazione. Con le prove digitali questo spesso non è possibile, ed è la ragione per cui la presenza di un consulente di parte fin dall'inizio ha un peso diverso rispetto ad altri ambiti.
Un dispositivo acceso in modo non corretto, un telefono lasciato connesso alla rete durante l'acquisizione, una copia eseguita senza il calcolo dell'impronta crittografica: sono situazioni che modificano irreversibilmente lo stato di ciò che si voleva esaminare. Nessuna osservazione formulata mesi dopo può rimediare a un'acquisizione compromessa.
Quando l'accertamento è di quelli che consumano o modificano l'oggetto dell'esame, l'ordinamento prevede garanzie specifiche a tutela della difesa, fra cui la possibilità di nominare consulenti che assistano alle operazioni. Rinunciarvi significa accettare che quella fase si svolga senza alcun controllo esterno.
Nella pratica, il contributo più utile di un consulente di parte arriva quasi sempre prima della relazione finale: durante le operazioni, quando è ancora possibile intervenire.